Verso la primavera: la coltivazione dell’orto

Coltivare un orto per il consumo proprio e della propria famiglia è una pratica ormai comune, perché ritenuta sana, benefica e molto educativa. E’ vero che per ottenere un buon raccolto servono un minimo di conoscenza tecnica e una certa costanza nell’impegno, ma la natura di solito poi è generosa e ripaga dalle fatiche. Chi è fortunato e dispone di un piccolo pezzo di terra può quindi iniziare a coltivare anche senza esperienza.

Come cominciare?

SaraIntanto, è bene osservare attentamente lo spazio che si ha: quanto è grande e l’illuminazione che riceve. Tuttavia, anche se fosse un po’ ombreggiato da case, palazzi o grandi alberi, non bisogna scoraggiarci: almeno in estate, la luce sarà comunque sufficiente per garantire una buona produzione.

Il terreno

Ci sono molti tipi di terreno e per conoscere il nostro più approfonditamente, anche senza portarne un campione presso un laboratorio che lo analizzi, possiamo fare qualche osservazione empirica. Per esempio: dopo una pioggia si asciuga lentamente e resta attaccato sotto le scarpe? Se ne prendiamo una manciata umida in mano e ne facciamo una pallina, mantiene la forma senza sgretolarsi? Potrebbe essere prevalentemente argilloso, ovvero a grana fine. Un terreno del genere solitamente è più fertile, ma più difficile da lavorare rispetto ad uno sabbioso, che è a grana più grossa.

Lavorare il terreno

L’attrezzo da sempre utilizzato per fare la lavorazione principale dell’orto è la vanga, con la quale tagliamo una fetta di terreno e la rovesciamo di lato, per poi affinare il tutto con la zappa. Però la vanga compie uno stravolgimento degli strati di terra, con la conseguente rottura di tanti equilibri biologici tra gli esseri viventi presenti nel suolo. Ove possibile, sarebbe meglio sostituire la vanga con la forca-foraterra, attrezzo che rompe il terreno in profondità, ma rispettandone la stratigrafia.

La suddivisione in aiuole

ortoL’ideale è suddividere l’orto in aiuole permanenti, orientate in direzione nord-sud per una buona efficienza luminosa, e larghe circa un metro o poco più. In questo modo cammineremo sempre e solo nei vialetti risultanti, senza mai calpesatare gli spazi da dedicare alle verdure.

Sui fertilizzanti: il compost

Un orto per il nostro consumo personale dovrebbe essere coltivato con fertilizzanti ecologici, ovvero organici o minerali naturali. Tra quelli organici, sicuramente il compost è il più pratico da ottenere, in quanto lo possiamo produrre noi con i rifiuti organici di cucina e gli scarti dell’orto stesso e del giardino. Non è necessario acquistare una compostiera, basta fare un cumulo delimitato, ad esempio, da bancali. L’importante è che che circoli aria: il compostaggio è un processo aerobico che avviene ad opera di moltissimi organismi di minuscole dimensioni. Il compost si mette nell’orto solo maturo (quando ha un aspetto scuro ed omogeneo) nelle quantitià di circa 3-4 kg/mq.

L’irrigazione

irrigazioneNon bisogna per forza irrigare l’orto ogni giorno. La frequenza dell’irrigazione dipende dal clima, come appare ovvio, e dalla natura del terreno: un terreno sabbioso drena l’acqua molto più velocemente, e soprattutto in estate richiederà molti interventi di irrigazione rispetto ad un terreno argilloso.
Inoltre ogni coltura ha le proprie esigenze, e anche esigenze diverse nelle diverse fasi di sviluppo. Il metodo di irrigazione migliore è quello a goccia, che consiste nello stendere sull’aiuola degli appositi tubi forati da cui esce l’acqua in modo lento e continuativo, senza sprechi. Questo sistema evita che le foglie si bagnino e siano più esposte all’insorgenza di fitopatologie fungine.

Ortaggi e stagioni

ortoSe vogliamo coltivare un orto, è importante iniziare a prendere dimestichezza con le stagioni e le particolarità di ogni specie. All’inizio servirà un po’ di lettura, e un buon manuale pratico fornito di schede di coltivazione di ogni ortaggio potrà sempre accompagnarci come supporto.

Certamente coltivare l’orto ci renderà più consapevoli della stagionalità delle verdure che siamo abituati a mangiare, e ce ne farà scoprire molte altre per arricchire il nostro ricettario.

Ciao da Sara