Riempiamo l’orto di cavoli autunnali

I mesi di luglio ed agosto rappresentano un periodo di passaggio per l’orto.

Le specie a ciclo primaverile-estivo sono nel pieno della loro produzione, per cui dobbiamo organizzare la raccolta dei loro abbondanti frutti e pensare anche a seminare gli ortaggi per l’autunno.
Anche se potrebbe sembrare prematuro, la natura ha i suoi ritmi che bisogna assecondare. Raccogliere in autunno significa lavorare con tempismo e lungimiranza in estate. Tra le verdure a raccolta tipicamente autunnale un ruolo importante lo rivestono i cavoli.

Tanti tipi di cavoli

I cavoli maggiormente coltivati sono quelli della specie Brassica oleracea e appartengono alla famiglia delle brassicacee o crucifere, che comprende anche la rucola, le rape e i ravanelli. Ricordiamoci quindi di non dedicare loro le aiuole da cui recentemente abbiamo raccolto queste specie.

Di cavoli ne esistono moltissime varietà: se ci riferiamo al solo cavolfiore, ad esempio, troviamo tante cultivars di quello bianco, ma anche il Verde di Macerata, il Violetto di Sicilia, il Romanesco dalle punte geometriche affascinanti, e altri ancora.
Un altro criterio di distinzione è dato dalla lunghezza del ciclo. Ad esempio, ci sono le verze precoci che si raccolgono in autunno (a circa 70 giorni dal trapianto) e le verze invernali che resistono alle gelate e che in Lombardia saranno ottime per la tradizionale cassoeula.
Nella scelta e nella progettazione del nostro spazio in funzione di queste colture, conviene consultare qualche bel catalogo. Il mio consiglio è di provarne quanti più tipi possibile, per scaglionare il tempo di raccolta ed ottenere un orto bio-diverso. I cavoli sono molto esigenti di nutrienti, per cui, se disponibile, distribuiamo sulle aiuole un po’ di compost maturo, anche se lo avevamo già fatto all’inizio della primavera. In mancanza di compost, prepariamo un macerato di ortica con cui annaffiare ogni settimana le piantine alla base, previa diluizione, oppure spargiamo anche qualche manciata di stallatico in pellets.

La semina

Possiamo seminare le piantine dei diversi cavoli nei contenitori alveolati, attribuendo a ciascuno il proprio cartellino di riconoscimento. I semi hanno dimensioni piccole e da una singola bustina otterremo tanti esemplari.

Il trapianto

È preferibile mettere a dimora definitiva i cavoli entro la metà o la terza decade di agosto, usando piantine robuste e di circa 30-40 giorni di vita. Se prevediamo di non fare in tempo con le nostre semine, per quest’anno optiamo per l’acquisto da un vivaista. Cavoli cappucci, verze, broccoli, cavolfiori e cavoli di Bruxelles si trapiantano a circa 50 cm tra uno e l’altro. Ciò significa che se abbiamo un’aiuola lunga 5 metri e larga 1, potremo piantarci 20 piantine su due file. Cavolo nero di Toscana e cavolo rapa richiedono invece minore spazio, di circa 30 cm tra un esemplare e l’altro.

Cure

Durante le prime settimane dal trapianto, bisogna ricordarsi di irrigare spesso, preferibilmente senza bagnare le foglie per non favorire l’insorgenza di malattie fungine.
La pacciamatura con materiale organico come la paglia offre i molteplici vantaggi di contenere lo sviluppo delle erbe indesiderate, mantenere soffice e porosa la terra e, non meno importante, ridurre l’evaporazione dell’acqua con minore bisogno di irrigare: se stiamo partendo per le vacanze e un nostro amico ha ricevuto il compito di curarci l’orto, dovrà lavorare meno anche lui.