L’autunno nell’orto

L’autunno, stagione di colori cangianti e caldi, è un tempo di risultati. Possiamo raccogliere, senza l’affanno di seminare immediatamente e di tenere pulito dalle erbe infestanti. Si tratta di una deliziosa fase di rendita in cui possiamo gustare l’aspetto poetico dell’orto, il suo lato luminoso che le prime piogge o nebbie non scalfiranno se sapremo cogliere anche il loro fascino.

E’ un momento in cui osservare e annotare tutto quello che abbiamo imparato dalla natura per farne tesoro l’anno prossimo, mentre eseguiamo i pochi lavori da fare in questo periodo. Coltivare è un’arte da raffinare col tempo, anche grazie agli errori commessi.

Gestiamo il compost

pianteCon la fine del ciclo di colture estive come pomodori, peperoni, melanzane e zucche otteniamo tanta massa vegetale più o meno secca o appassita. Tutto questo materiale è preziosissimo per arricchire il cumulo di compostaggio, ma evitiamo di ammassare tutto quanto grossolanamente: prendiamo una cesoia e tagliamo le piante in pezzi della lunghezza di una spanna. In questo modo favoriremo il processo di decomposizione. A distanza di qualche settimana rivoltiamo tutta la massa del compost con un forcone, per arieggiarla. Copriamo infine con un telo traspirante o con uno spesso strato di foglie o paglia, e lasciamo a riposo. Parallelamente, se lo spazio dell’orto ce lo consente, allestiremo un nuovo cumulo in cui gettare tutti gli scarti umidi di cucina e dell’orto che si formeranno in seguito.

Piantiamo l’aglio

L’aglio può essere piantato in autunno o all’inizio della primavera e non si usano né semi né piantine, bensì gli stessi spicchi d’aglio. Ogni spicchio, infatti, se opportunamente piantato, darà vita ad una nuova pianta, che produrrà a sua volta una testa d’aglio.
Se possibile, scegliamo aglio da semina, perché certificato sano, ma in alternativa può andare bene anche l’aglio da mangiare. Interriamo ogni spicchio, senza sbucciarlo, ad una profondità di circa 3-4 cm, a distanze di 12-15 cm tra uno e l’altro e mantenendo circa 25 cm tra le file.
Teniamo presente che lo spazio verrà occupato da questa coltura fino a giugno-luglio del prossimo anno, e che a differenza di altri ortaggi non richiederà molta acqua. E’ preferibile destinargli quindi una porzione di aiuola ben definita e che non intendiamo usare presto per altri scopi.

La varietà dei radicchi

Oltre a finocchi, cavoli, porri, spinaci e bietole e indivie, tra i prodotti autunnali un discorso a parte lo meritano i radicchi o cicorie. Le cicorie, di origine europea, si trovano anche selvatiche nei campi o lungo le strade, ma quelle comunemente coltivate sono state selezionate con cura e prendono il nome dalle città da cui provengono: Treviso, Chioggia, Castelfranco ecc. Queste insalate sviluppano un cespo da raccogliere quando ben compatto, e anche se le prime brinate sciuperanno il primo strato esterno, sotto resteranno intatte e gustosissime da mangiare crude o in risotti.