Ciao Lorenzo

Non piangere perché qualcosa finisce. Sorridi perché è accaduta.
(Garcia Marquez)

Ho conosciuto Lorenzo pochi anni fa, nel corso di uno dei suoi tanti impegni per Correzzana e sono rimasta ammirata dalla sua figura caratteristica,  alto e con quella barba candida che dava un senso di sicurezza, da quel suo fare pacato ma deciso, dalla grazia della persona e dalla chiarezza delle sue idee che, con la sua spiccata intelligenza, sapeva mettere in discussione.

E pian piano che ci si frequentava mi accorgevo che in quell’uomo, sempre sinceramente disponibile verso il prossimo, albergava un animo che sembrava far parte di una quinta dimensione, scoprivo un cuore più grande di quanto mi figuravo potesse stare dentro a un uomo.

Ed è stato da lì che mi sono accorta, con rammarico, che per godere appieno della sua persona, un professore universitario filantropo pieno di hobby, per potermi migliorare grazie a lui, avrei dovuto incontrarlo decenni fa.

Chissà cos’altro mi avrebbe mostrato oltre al suo plastico di trenini controllato da un computer progettato e realizzato da lui, le sue biciclette da aggiustare, la sua disponibilità a vestirsi da Babbo Natale per intrattenere i bambini in un evento in Comune, la sua presenza attiva per promuovere una raccolta fondi, la voglia di far festa suonando l’armonica a bocca, il presentarsi alle camminate e a ogni altra iniziativa benefica talvolta addirittura a dispetto della malattia che ce l’ha portato via.

Quando ci siamo ritrovati per l’estremo saluto, ed è stato bello vedere che eravamo in tanti a ricordarlo e a confortare Gabriella, è sembrato come se fossimo tutti parte della stessa combriccola che lui capitanava.

Ora siamo spersi come formichine fuori dalla colonna, in attesa di comprendere da soli la lezione che ci ha lasciato:
ama il tuo prossimo, apri il tuo cuore.

Ciao Lorenzo, sarai sempre con tutti noi finché seguiremo il tuo esempio.

Laura Reiss