I bagaj, ovvero i bambini nei miei ricordi.

Strettamente legato al racconto sulle donne, c’è quello sui bambini. Fino a cinquant’anni fa la natalità era abbondante. La presenza di sei o sette bambini per famiglia era la normalità. Quando una donna era gravida si diceva: “la ga de cumprà“. I bambini nascevano tutti in casa. La partoriente era assistita dalle donne di casa e dalla “cumà” (levatrice).

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Le donne di una volta.

Oltre a coloro che svolgevano i lavori domestici e agricoli, c’erano anche donne sia sposate che nubili, che lavoravano fuori casa.

Tra loro c’erano anche ragazze giovanissime, perchè un tempo la scuola dell’obbligo terminava con la quinta elementare, perciò ragazze di 13-14 anni venivano avviate “a laurà“. Non che prima potessero poltrire, tutt’altro! Dovevano badare ai fratellini ed aiutare facendo diversi lavori in casa, tranne le poche fortunate che venivano mandate ad imparare a cucire dalla sarta.

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La vita in paese.

Lisciando i miei baffi d’argento, assumo l’espressione bonaria di nonno e inizio  il mio racconto.
C’era una volta…. Correzzana naturalmente, con aspetto diverso e abitudini diverse.

Vorrei raccontare della vita che si conduceva un tempo in paese, nelle cascine, nelle famiglie.

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